Le opportunità di investimento in Bulgaria sono numerose. Per conoscerle in dettaglio vi consigliamo di sfogliare la nostra “Guida agli Investimenti in Bulgaria 2016”

 

Qui seguito, estratti dalla guida, sono descritti i settori chiave dell’economia Bulgara.

 

SETTORE  AGROALIMENTARE

La Bulgaria garantisce un’integrata proposta di sviluppo nei settori agricolo ed alimentare e il 50% del suo territorio è costituito da terreni agricoli. Le condizioni naturali favoriscono la coltivazione di una ricca varietà di colture, frutta e verdura.

Nel 2015 la produzione agricola si è attestata a 3.899,11 milioni di euro ed è composta da: cereali (29,6%), colture tecniche (22,9%), foraggi (3,3%), patate (1,0%), frutta (4,2%), altre colture (6,5%), allevamenti (13,4%), prodotti da allevamento (12,2%), prodotti da servizi agricoli (6,2%), altre attività secondarie non  agricole (3,2%). Nel 2015 sono  stati coltivati 35,6 mila ettari di piante da frutta e il Paese ha prodotto 204 mila tonnellate di frutta, ossia il 21% in più rispetto al 2014. La produzione di varietà, tra le quali albicocche, lamponi, ciliegie e prugne ha registrato un incremento tra il 38% e il 43%.

Le esportazioni agricole (materie prime, prodotti alimentari, oli e grassi di origine animale) nel 2015 ammontano a 4.247,10  milioni  di  euro.  La  quota del  settore  agricolo  rispetto all’export totale è del 18% e contribuisce a circa il 3,7% del PIL della Bulgaria. L’export agri- colo della Bulgaria è indirizzato prevalentemente verso l’Ue.

Secondo l’Istituto Nazionale di Statistica, il  prezzo medio nel 2015 per decaro di terreno agricolo in Bulgaria si attesta sui 684 BGN in aumento del 15,2% rispetto al 2014. Il  costo medio di affitto per decaro di terreno agricolo nel 2015 ha raggiunto 41 BGN con un incremento pari al 7,9% rispetto al 2014. Le due aree, dove si registrano i prezzi d’acquisto più alti, sono  del Nord Est e quella del Centro Nord del Paese con un prezzo d’affitto medio di 38 BGN per decaro.

La struttura della proprietà agricola in Bulgaria è frammentata, con una percentuale estremamente bassa di appezzamenti al di sopra dei 100 ettari e una grande maggioranza di appezzamenti sotto  ai due ettari. Questa circostanza è in parte dovuta al processo di redistribuzione dei terreni negli anni ’90 ed è uno dei maggiori limiti al pieno sviluppo del settore poiché ostacola i grandi investimenti.

Un ruolo importante è ricoperto dall’industria vinicola che ha riscontrato una forte crescita negli ultimi anni vedendo un incremento della produzione destinata sia al mercato interno sia alle esportazioni. In Bulgaria sono  presenti significative iniziative imprenditoriali italiane nel settore agricolo con particolare riferimento alla coltivazione di frutta (fragole, ciliegie, uva) ed alla produzione di vino. Il settore rimane uno  dei punti di forza per l’economia nazionale.

 

SETTORE MECCANICA E METALMECCANICA

L’Agenzia per gli Investimenti bulgara, InvestBulgaria, prevede un sensibile sviluppo nei pros-simi anni per il settore della meccanica e della metalmeccanica. Dal 2000 a oggi il settore ha registrato una crescita costante. Società come Lufthansa Technik, SKF, Montupet e Yazaki, hanno aperto filiali nel Paese, portando il settore a occupare più di 50.000 persone e generando un export aggregato del valore di oltre 2,1 miliardi di euro.

Gli investimenti italiani nel settore sono  rappresentati soprattutto da piccole e medie imprese in diverse province del Paese, tra le quali si ricordano, per numero di investimenti Plovdiv, Sliven e Ruse. Nella maggior parte dei casi si tratta di aziende specializzate soprattutto nello stampaggio e taglio e collegate con la casa madre in Italia, per la quale realizzano componenti e materiali. Alcune aziende tra quelle più consolidate nel Paese sono  inoltre riuscite ad accedere ai fondi europei dedicati all’ammodernamento tecnologico e all’aumento della competitività.

 

SETTORE TURISMO

L’impatto economico che il comparto “Turismo” ha avuto sul PIL della Bulgaria è stato pari al 12% nel 2015 per un totale di 2.873,05 milioni di euro. La possibilità di promuovere le bellezze naturali, la presenza di catene montuose, lunghe coste marittime, sorgenti di acque minerali idrotermali e balneari (vi sono 600 sorgenti termali presenti in Bulgaria che ne fanno il secondo Paese in Europa dopo l’Islanda) possono contribuire ad accrescere l’incoming.

Il numero totale dei turisti stranieri in Bulgaria nel 2015 è stato 7.098.794, in flessione del 2,9% rispetto all’anno 2014. I  viaggi per vacanze e svago sono  stati 4.269.102 (-5,8%), i  viaggi di lavoro 1.190.496 (-2,2%). Nel corso dell’anno 2.217.830 stranieri hanno effettuato un transito attraverso il Paese, segnando un incremento del 5,7% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

L’Unione europea continua ad essere il mercato più importante di provenienza del turismo internazionale per la Bulgaria con una quota del 59,4% ed un  volume totale di 4.214.349 turisti l’anno. I viaggi all’estero dei cittadini bulgari (4.632.466 viaggi di tutte le tipologie) mo- strano un incremento dell’11,4%. La spesa totale dei turisti bulgari è pari a 1.006,58 milioni di euro, con un incremento del 11,4% rispetto al 2014. I viaggi verso l’Italia dalla Bulgaria sono aumentati durante il 2015 mantenendo il trend di crescita degli anni precedenti ed i turisti sono  stati pari a 141.161 (+11,8%). Per quanto riguarda gli italiani, nel 2015 circa 132.215 turisti (+ 2,3 %) hanno visitato la Bulgaria.

Gli scambi turistici tra Italia e Bulgaria sono  facilitati dai collegamenti aerei giornalieri e settimanali tra i due Paesi. Oltre alle due compagnie di bandiera, ci sono  tre low cost che collegano Sofia ad alcuni dei principali centri italiani: Milano, Bergamo, Roma, Bologna, Bari, Napoli e Pisa. Nel periodo estivo la capitale bulgara è collegata anche con Catania.

L’aeroporto internazionale di Sofia, tramite i suoi due terminal, offre collegamenti diretti con più di 46 destinazioni e ha servito nel 2015 più di 4 milioni di passeggeri. L’aumento del flusso di viaggiatori nel periodo gennaio – novembre 2015 è del 6,6%.

Il Paese è servito da altri due aeroporti internazionali a Varna e Burgas destinati in particola- re ai voli interni e charter dedicati all’accoglienza dei turisti diretti verso le località balneari del Mar Nero. I  turisti, interessati alle mete sciistiche, quali Pamporovo e Bansko, possono utilizzare i collegamenti con l’aeroporto di Plovdiv. Attualmente l’aeroporto ospita prevalentemente i voli charter oltre alla linea settimanale verso il Regno Unito.

 

SETTORE LEGNO E MOBILI

Il settore del legno e del mobile riveste tradizionalmente una grande importanza per l’economia bulgara, anche per la disponibilità delle materie prime, con una quota pari al 3,1% del volume della produzione industriale del Paese. Nel 2014 il  fatturato delle aziende del settore ha raggiunto 981 milioni di euro. Sono  oltre 4.000 le aziende produttrici, sparse su tutto il territorio del Paese, con più di 40.000 addetti, di cui più dell’80% sono  micro imprese. Le esportazioni di mobili sono aumentate nel 2015, raggiungendo i 536 milioni di euro (+12%). Anche la lavorazione del legno è un settore significativo, con 318 milioni di euro (+0,3%).

I principali acquirenti della produzione bulgara sono  i Paesi dell’UE (Germania, Italia, Francia, Repubblica Ceca, Regno Unito, Polonia e Grecia), anche se si rileva un interesse crescente da parte di paesi del Medio Oriente, Africa e Nord America.

L’Italia è tra i principali fornitori di mobili della Bulgaria, con una quota di mercato del 9,8%, preceduta da Polonia, Cina e Germania.

 

SETTORE CHIMICA E FARMACEUTICA

La posizione geografica strategica del Paese gioca un ruolo chiave anche nella produzione nel settore chimico, che nel 2014 ha registrato un export aggregato di circa 900 milioni di euro verso Paesi membri UE e extra-UE. In Bulgaria si trovano le più grandi fabbriche per la produzione di carbonato di sodio sintetico in Europa e grandi aziende internazionali, come Solvay, Şişecam Group, Saint Gobain, Air Liquide, Italcementi Group, Lukoil, la cui presenza decennale ha permesso il consolidamento dell’intero settore.

Uno dei grandi vantaggi della Bulgaria per il settore è la presenza di materie prime sul territorio. Nel Paese, infatti, si trovano ricchi giacimenti di sale, caolino, calcare, sabbia e argilla, la maggior parte dei quali in prossimità delle principali aree di produzione del settore.

Per quanto riguarda il  settore farmaceutico, si è di fronte a uno  dei comparti produttivi a più rapida crescita del Paese. Nel 2011 il mercato ha registrato una crescita del 12% rispetto al 2010. Un ulteriore aumento dell’8,2% nel 2015 rispetto all’anno precedente ha portato il valore del mercato del settore a 1,104 miliardi di euro. Similmente le esportazioni del settore verso Paesi membri UE e Paesi extra-UE sono  aumentate arrivando nel 2014 a un valore di circa 740 milioni di euro. Il tessuto produttivo bulgaro nel settore conta all’incirca 30 azien- de nazionali e diversi gruppi internazionali, tra cui Sopharma, Unipharm, Actavis, Zentiva, Adipharm. Dall’entrata della Bulgaria nell’Unione Europea, inoltre, il  settore farmaceutico ha armonizzato i suoi standard e regolamenti con quelli europei, facilitando l’integrazione di imprese straniere.

SETTORE ICT E OUTSOURCING

Oltre 10.000 imprese operano in Bulgaria nel settore dell’industria ICT, con un fatturato stimato intorno a 1,6 miliardi di euro. Negli ultimi 10 anni il settore ha triplicato il proprio fatturato, costituendo l’11% del PIL nazionale.

Il settore del software, delle forniture di attrezzature per le telecomunicazioni, della distribuzione IT e dei call center ha creato nel 2015 30.000 posti di lavoro.

Il settore delle telecomunicazioni si posiziona al primo posto tra i settori “hi-tech” in Bulgaria. Altri settori suscettibili di registrare una forte crescita nel 2016 sono  le tecnologie cloud (cloud computing), le applicazioni per la telefonia, e-shop e il business software incluse le piattaforme di customer care in tutti i settori, ad esempio nel settore bancario, nel campo delle telecomunicazioni e dei servizi comunali (amministrativi e tecnici). Un buon andamento è atteso anche per le tecnologie di rete a tutti i livelli – attrezzature passive ed attive.

I  rappresentanti del settore indicano la Bulgaria come una delle destinazioni preferite per le aziende internazionali che lavorano nel settore hightech, non  solo per l’alto livello di competenza tecnologica, ma anche per il basso costo di sviluppo e fornitura di servizi com- plessi offerti da società di software. È stato evidenziato, tuttavia, come il settore continui ad affrontare una carenza di personale, a cui si è cercato di far fronte mediante l’attrazione di professionisti da Paesi extra UE.

Negli ultimi 4 anni, il fatturato dell’industria dell’outsourcing è aumentato complessivamente del 60% e annualmente il settore genera circa mezzo miliardo di euro. Nel 2015 è stato assegnato alla Bulgaria il Premio Europeo per l’outsourcing, attribuito dall’European Outsourcing Awards.

L’industria del software ha contribuito per l’1,74% al PIL del Paese. Le previsioni indicano che il settore raggiungerà un fatturato annuo di oltre 1 miliardo di euro nei prossimi tre anni.

Attualmente nella capitale è concentrato il 95% delle compagnie operanti nel settore. Plovdiv si è affermata come il secondo grande centro per gli investimenti ICT e outsourcing dei processi business. Secondo gli ultimi dati nella città di Plovdiv le persone impiegate in questo settore sono  5.000, numero raddoppiato negli ultimi 3 anni.

 

SETTORE LOGISTICA INTERMODALE

A fronte  della  sua  posizione  strategica  nella  regione  balcanica,  la  Bulgaria  si  configura come una porta d’ingresso per i mercati in crescita dell’Europa Sud-Orientale.

Il settore dei trasporti e della logistica, con oltre 20.000  operatori, impiega 157.287 persone e rappresenta circa il 7% della produzione del Paese. Le merci transitanti in Bulgaria sono destinate in particolare ai Paesi dell’UE e dell’area balcanica.

L’infrastruttura dei trasporti sta gradualmente superando una situazione deficitaria anche grazie all’afflusso di fondi europei destinati al rafforzamento della rete autostradale e ferroviaria.

Il principale terminal intermodale internazionale è collocato a Jana nelle vicinanze di Sofia, un secondo terminal è in fase di realizzazione a Plovdiv.

Una risorsa di grande rilevanza, benché ancora non sufficientemente sfruttata, è il Danubio vera e propria infrastruttura naturale che delimita quasi interamente il confine settentrionale del Paese.

 

SETTORE ELETTRONICA ED ELETTROTECNICA

Il settore dell’elettronica e dell’elettrotecnica è tradizionalmente un punto di forza del tessuto economico e produttivo della Bulgaria.

Il settore è caratterizzato da una manodopera altamente specializzata e qualificata, a basso costo e di facile reperibilità in tutto il Paese. Le infrastrutture costituiscono un altro punto di forza della Bulgaria, che oltre alla presenza di veri e propri cluster nelle città di Sofia, Plovdiv, Botevgrad e Yambol, vede il tentativo di creare zone a sviluppo tematico, come ad esempio la città di Varna.

I  conduttori e i cavi costituiscono il 25% dell’esportazione complessiva, seguiti dagli accumulatori (11%) e dalle apparecchiature elettroniche (8%).

Sono  presenti aziende multinazionali, quali Schneider Electric, Siemens, Hyundai Heavy Industries, Liebherr, ABB, che hanno scelto il Paese come piattaforma di investimento nei Balcani.

 

SETTORE TESSILE E CALZATURIERO

Storicamente radicate nel tessuto produttivo della Bulgaria, l’industria dell’abbigliamento e calzaturiera rappresentano una quota importante della produzione del Paese. Nel 2015 queste hanno generato l’11,9% del PIL, per un valore totale superiore ai 2 miliardi di euro. Nel 2014, il settore del tessile ha costituito l’8,1% dell’export totale del Paese  , e occupa uno dei primi posti nelle voci di interscambio tra Italia e Bulgaria.

Il settore ha registrato una rapida e sostenuta crescita, arrivando a impiegare 120.000 addetti. Gli investimenti italiani si concentrano nella produzione del filato e nella confezione specialmente per conto terzi e nella produzione di tomaie e calzature complete, prevalentemente nel Sud Ovest del Paese,  nelle province di Kyustendil e Blagoevgrad.