LETTERA APERTA – IL GOVERNO CONTE SORDO ALLE ESIGENZE DELLE IMPRESE Ingiustificabile penalizzazione delle filiere produttive italiane in Romania e Bulgaria

Un’ulteriore azione congiunta a supporto delle imprese e della mobilità tra Italia, Bulgaria e Romania a seguito del nuovo DCPM di ieri 7 settembre 2020.

Dopo più di un mese di serrate comunicazioni congiunte effettuate da Confindustria Bulgaria, Confindustria Romania e dalla Camera di Commercio Italiana in Bulgaria, indirizzate al Ministro della Salute italiano Roberto Speranza, al Comitato Tecnico Scientifico e p/c al Dipartimento malattie Infettive ISS di Roma, è rimasto ancora irrisolto il problema della movimentazione di Imprenditori, Manager e Tecnici tra l’Italia e i due Paesi, Bulgaria e Romania. Anche questa volta il nuovo DPCM di lunedì 7 settembre (7 settembre – 7 ottobre) conferma quanto previsto dall’ordinanza del Ministero della Salute del 12 agosto scorso.

“Non possiamo che constatare la recidiva sordità di questo Governo nei confronti di un richiesta sensata e adeguatamente documentata da parte nostra, per costruire un dialogo su una tematica così sensibile per il mondo del lavoro. Francamente è una mancanza di sensibilità e di competenze che ci preoccupa molto e che ci pone, come due Paesi all’interno della Comunità Europea, nelle evidenti condizioni di subire un atto discriminatorio.

Il Ministro Roberto Speranza ha dimostrato una incomprensibile mancanza di attenzione verso un territorio strategico dell’Est Europa, rappresentato da Romania e Bulgaria, con importanti investimenti italiani, un patrimonio produttivo indispensabile per contribuire ad accogliere, insieme all’Italia, il prossimo reshoring dai mercati asiatici. Addirittura, alcune voci a Noi esterne e a cui, per il momento, non stiamo dando credito, indicano che esista una manovra politica condotta sottotraccia, per penalizzare ulteriormente le filiere produttive nei Paesi con la maggior presenza di investimenti italiani dell’Est Europa, al fine di favorire e avvantaggiare qualche deviata logica economica, proprio nell’accoglienza del reshoring delle produzioni, appena citato.

Da evidenziare che, la Commissione europea ha recentemente inviato una lettera agli Stati membri per chiedere loro maggiore coordinamento sulle “zone rosse”, cercando di non basare la loro analisi solo sul numero di casi, ma a considerare anche le politiche di screening esistenti e il numero di casi positivi.

La lettera chiedeva, inoltre, di non fare discriminazioni tra gli Stati membri, ad esempio, applicando regole di viaggio più generose verso un Paese vicino rispetto a quelle per i viaggi da un altro Stato membro con la stessa situazione epidemiologica (il riferimento è all’Italia con la Francia), oppure di preferire la quarantena e/o i test obbligatori ai soli divieti di viaggio”, dichiarano i firmatari della “open letter”.

Il testo integrale della “open letter” al Governo italiano è visualizzabile nelle foto qui pubblicate.

2020-09-09T20:13:38+03:00
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